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Performance di Cristiano
Petrucci |
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“Un
litro d’acqua” |
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Oggi come oggi l'acqua
sulla terra rappresenta il 40% in meno in confronto a trent'anni fa.
Nel 2020 è previsto che tre miliardi di persone ne resteranno privi.
Tuttavia gli Stati più potenti stanno già sfruttando la situazione
per trasformare questa risorsa (definita con sempre più insistenza
come l'oro blu del terzo millennio) in un bene commerciale. Il tema
delle guerre per l'acqua è un argomento che inizia a catturare
l'attenzione e la preoccupazione dell'opinione pubblica. L'acqua ha
sempre rappresentato un elemento sacro per la società (basti pensare
al rito battesimale per la religione cristiana) ....Si tende a
presentare la situazione come immodificabile, e a dire il verso
spesso sotto sembianze quasi apocalittiche, senza però interrogarsi
sulle reali cause che hanno portato il pianeta sull'orlo del
collasso idrico. Si tratta di una situazione estremamente
inquietante, poiché un terzo dell'umanità si trova impossibilitata
ad accedere direttamente anche solo all'acqua potabile.....La
video-installazione “UN LITRO D'ACQUA” cerca di sensibilizzare al
grave problema mondiale che tocca irrimediabilmente ciascuno di
noi.............ciò che pertanto sembra necessario è una
documentazione artistica di questo insopprimibile spazio vitale a
cui ogni essere vivente ha diritto. L'acqua è vita, in quanto bene
inalienabile, individuale, e collettivo... |
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Giuseppe Amorese |
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“Toccami” |
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“La
paura è desiderio e la tentazione la ragione, quel che non possiamo
vedere ci apre gli occhi, si è tentati di vedere ciò che si nasconde
e si intravede” |
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Alberto
Mennini |
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…
se mi accorgessi che |
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anche le favole mi fanno
piangere |
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se mi accorgessi poi |
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che anche i nuovi eroi non
sanno ridere |
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mi dici tu che senso ha
resistere |
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Liberi e tornare a vivere! |
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Lecter è una metafora
dell’artista contemporaneo ma allo stesso tempo |
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È la metafora dell’artista
in genere che spesso ha difficoltà a comunicare il suo messaggio cui
si cela dietro una maschera cercando protezione nell’intimo dei suoi
pensieri. |
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La performance rappresenta
una percorso che dalla costrizione conduce alla Liberazione … |
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Un Reality Shock che
stimolando l’attenzione suscita distrazione … con la speranza di
indurre a riflettere su tale argomento! |
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Performance di Alberto
Mennini |
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Direzione artistica di
Flavio Parente |
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Eleonora
Chiesa |
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“Con
te se ne parte la primavera” |
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Happening
di Eleonora Chiesa, Untitled_#01 W009/2007, nato all'interno del
progetto "Con te se ne parte la primavera", a cura di Alessandro
Facente. 4 figure femminili procedono sulla passerella asettiche e
impassibili. L'azione si conclude lasciando qualcosa in sospeso. |
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Giuseppe Amorese |
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“In
realtà non è quel che sappiamo ciò che vediamo” |
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Ogni cosa è merce di
consumo, ci nutriamo di ciò che vediamo. In un’apparente astrazione
dal significato delle cose è l’atto che ritrae l’azione, in cui è in
ciò che vediamo ciò che siamo. Inevitabilmente quel che percepiamo è
ci appare è l’assenza delle cose stesse che si ritrae
nell’riproducibilità delle forme, del tempo, del significato, della
realtà e delle provvisorietà dell’individuo. Quel che si crede di
sapere è una continua nudità, fertile di registrate individualità e
apparenti verità. In realtà non è quel che sappiamo ciò che vediamo!
“4 donne
disinvidualizzate vestite in seguito solo da provvisorie identità
che consentono alle stesse di muoversi destinate a fecondare
innumerevoli e continue identità lasciando che osserva è ciò che
vede e ne diventa l’artefice. Una donna gravida che dirige il tutto
con fiera autorità, proiezioni video e altro ancora. E messo in
gioco il comune sapere ed il significato delle cose stesse, in cui
siamo investiti da un interminabile vertigine che sfiora il proprio
essere mostrandoci che inevitabilmente non si è padroni della
propria volontà”
Giuseppe Amorese |
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Progetto Arte – Spam |
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Paolo
Angelosanto – Made in Italy |
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Un semplice e banale copri
sedia, realizzato dall'artista nel 2003, diventa un originalissimo
abito ispirato alla forma, funzionalità originalità e creazione
attraverso il viaggio della contemporaneità. Il copri sedia è stato
realizzato il giorno del suo 30° compleanno, per abbellire le
orrende sedie non potendosi permettere (economicamente) di comprarne
altre per la festa di compleanno. Rimangono le forme geometriche
della sedia, in cui la forma precede la funzione.
Abito Idea oltre la
vendibilità
Un omaggio alla creazione
italiana, con omaggio alla bandiera tricolore nazionale, un viaggio
attraverso la comodità, con originalità e forme made in Italy
Performance
Luce buia, parte il video
con gli aerei e la bandiera italiana, parte l'inno nazionale,
entrano le modelle vestite di verde bianco e rosso, avanzano sulla
passerella fino alle fine, trovano i microfoni, si ferma la musica,
le attrici recitano: verde: il colore delle nostre colline, bianco:
la neve delle nostre cime, rosso: il sangue dei nostri caduti, in
diverse lingue; indietreggiano, rifanno la passerella, riparte
l'inno nazionale. Tre modelle, vestono il made in Italy, sfilano la
passerella con il tricolore, come delle note musicali, danno vita ad
una sinfonia di colori: verde, bianco e rosso. Da sfilata ad evento.
Basta poco all'artista per dare vita a una creazione unica che
concentra tutti gli sguardi su di sé e sui made in Italy nel mondo:
3 abiti bandiera vengono presentati dall'eccentrico performer. La
musica più che soffusa come l'inno nazionale, contribuisce a
coinvolgere lo spettatore, rif1essione sulle proprie origini
culturali e nella ricerca dell'individualità contro l'omologazione,
nell'originalità della prova unica e irripetibile della performance. |
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Performance di Silvia Zagni |
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L’artista sarà vestita di
un mantello di ceramica bianca diviso in diverse placche che
riproduce lo scarabeo Stercorario e spingerà una grande palla di
vesti e stracci bianchi lungo la passerella.
Sia il vestito che la
sfera saranno dotati di radiomicrofoni che amplificheranno il rumore
del cuore, del respiro e dello sfregamento. Entra e percorrerà tutta
la passerella come tutte le modelle. La prima immagine che si vede è
la palla bianca, sulla quale l’occhio di bue disegnerà le fasi della
luna. L’entrata deve avere la luce frontale ed essere la luna piena;
mentre nell’uscita la luna nera. Il percorso sarà molto lento in
modo da percorrere la passerella in 3 o 4 minuti.
La motivazione
La luce direzionata nella
palla si integra poeticamente alla performance come elemento
cosmologico e l’amplificazione sonora del vestito accentua il rumore
della fatica. L’idea è quella di interpretare il percorso come una
trasmutazione in cui la palla dello stercorario diventa un elemento
cosmico. Nella religione egizia l’azione delle Scarabeo
simboleggiava il movimento del sole, per l’artista la palla diventa
la luna, una luna di vestiti. Si può anche leggere l’azione come un
commento desolato alla vanità della moda e della comunicazione
contemporanea fatta di stereotipi linguistici atti ad
universalizzare le interazioni.
“Sospingo
all’infinito una palla di stracci come elemento simbolico della
fatica creativa umana”. |
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